Percorsi di ‘Incontri’
Pubblicato in data:
settembre 4, 2010
Il centro studi “Bene con Sé Bene Insieme” ospiterà il Dott. Stegagno e la Dott. Travaglini, che condurranno i seminari di primo e secondo livello dal titolo ERT: Emotional Rebalance Therapy.
Per conoscere meglio l’opera dei Dott. Stegagno e Travaglini proponiamo alla Vs attenzione il testo:
“Emozioni che uccidono, emozioni che guariscono”
Un nuovo metodo per affrontare e risolvere le emozioni dannose
che verrà presentato il 23 settembre 2010 presso la Mediateca di San Lazzaro di Savena.
Segue il comunicato stampa:
Leggi tutto »
Pubblicato in data:
luglio 16, 2010
Articolo di: Chiara Mancuso
I corsi di Massaggio AIMI sono occasioni dove il genitore può accompagnare, proteggere e stimolare la crescita e la salute del nostro bambino ed è un mezzo privilegiato per comunicare ed essere in contatto con lui. ll massaggio del bambino è semplice, ogni genitore può apprenderlo facilmente; è flessibile, e può adattarsi alle esigenze del bambino, fin da piccolo e durante le diverse fasi della sua crescita.
Di seguito, lascio alcune testimonianza di questa meravigliosa esperienza:
Leggi tutto »
Pubblicato in data:
gennaio 14, 2010
Articolo di: Paola Paleari
Da ottobre è iniziato un percorso di lettura nella Scuola dell’Infanzia “Giacomo Guastavino” di Varazze con i bambini delle quattro sezioni suddivisi in fasce d’età.
Ogni mercoledì mattina con l’ausilio delle maestre viene disposto in ogni aula uno spazio in cui i bambini mi accolgono in cerchio per la lettura ad alta voce di una fiaba o di un racconto, a cui segue un percorso di rielaborazione della storia attraverso il gioco, il disegno, la lettura delle immagini. Il laboratorio è strutturato in modo che i bambini possano contattare non solo la dimensione cartacea o quella dei contenuti o delle illustrazioni del libro, ma abbiano l’opportunità di confrontarsi mettendosi in gioco, valorizzando le sensazioni, le riflessioni e le proprie emozioni producendo “frutti” dalla propria lettura, che verranno in seguito condivisi con la famiglia.
Nella scuola la lettura è sempre stata usata dagli insegnanti come attività funzionale e strumentale, per l’utilità pratica che ne può derivare nella scrittura e nella corretta espressione, ma rimane da approfondire e rivalutare il semplice “piacere del leggere”.
Si spiegano così i dati che segnalano una progressiva disaffezione alla lettura nei giovani fino ai 14 anni, evidenziando che il 56,6% delle famiglie italiane dichiara di avere in casa meno di 25 libri il 23% afferma di non averne alcuno.
Più si legge, più si entra in possesso delle conoscenze e, nel contempo, si acquisisce anche la necessaria capacità di destreggiarsi nella società, decodificando i suoi molteplici linguaggi.
Leggi tutto »
Pubblicato in data:
ottobre 9, 2009
Per autonomia acquatica s’intende la capacità del bambino di compiere uno spostamento più o meno lungo, utilizzando i quattro arti come propulsori e controllando la respirazione.
Non è fondamentale e di natura prioritaria che l’acquaticità 3 mesi–3 anni fornisca l’aspetto della sicurezza (prevenzione dell’annegamento) oppure un risultato tecnico e agonistico precoce (aspetto sportivo), perché i bambini dovrebbero affrontare l’apprendimento del nuoto intorno ai cinque – sei anni, in quanto prima di tale età, non sono in grado di costruire in modo consapevole, delle sequenze motorie coordinate, come quelle delle nuotate.
Leggi tutto »
Pubblicato in data:
ottobre 9, 2009
Il genitore rappresenta l’interlocutore privilegiato per il bambino in quanto lo conosce e riconosce in ogni atteggiamento comunicativo e il bambino è consapevole che il genitore è in grado di interpretare ogni suo segnale.
La mamma e il papà rappresentano una fonte unica di sicurezza insostituibile per il bambino il quale, può alternare ai rischi derivanti dall’esplorazione e sperimentazione, i ritorni “alla base” (il genitore) dove è in grado di vivere momenti di gratificazione fatti di carezze, coccole, parole d’incoraggiamento e stima.
Leggi tutto »
Pubblicato in data:
ottobre 9, 2009

Nell’elemento liquido i neonati compiono movimenti specifici, che a terra non eseguono e che si possono definire “acquatici”: sgambettare, per alcuni come nello stile libero, per altri come nella rana: muovere le braccia come fa un cane con le zampe; infine mettere tutto il corpo in movimento.
Quando si pone un bambino in acqua, lo si osserva compiere movimenti diversi da quelli che fa a terra e i movimenti che fa a terra, uniti a quelli nuovi e più precoci in acqua, determinano un più rapido sviluppo psichico e fisico. In acqua si riesce anche ad accelerare il processo di acquisizione delle capacità motorie, perché i piccoli imparano più movimenti contemporaneamente e prima dei coetanei che li svolgono solo a terra.
Esempio 1: a terra, un bambino, si limita a gattonare, mentre in piscina gattona vicino alla vasca, arriva al suo bordo, si tuffa, si muove fino a tornare al bordo e si spinge fuori dall’acqua cercando di uscire.
Esempio 2: il bambino che a terra impara a girarsi senza ancora riuscire a muoversi e a gattonare, in acqua si spinge e con la ciambella riesce a raggiungere la mamma.
Da ciò deriva che eseguire movimenti complessi in acqua risulta più facile ed istintivo.
Inoltre, l’attività acquatica permette al bambini di stancarsi di più e consumare più energia che porta ad avere o più appetito e dormire meglio:
“una precoce attività fisica aiuta a migliorare le performance di tutti gli apparati”
Leggi tutto »
Pubblicato in data:
ottobre 8, 2009
Il pianto del neonato è la prima forma di comunicazione col mondo e serve per attirare su di sé l’attenzione dei genitori, per mettersi in comunicazione con chi si prende cura di lui o per scaricare un momento di tensione. Il pianto non è solamente il mezzo per raggiungere il soddisfacimento del bisogno fisico ma è anche un gesto per comunicare un bisogno emotivo.
Leggi tutto »
Pubblicato in data:
ottobre 8, 2009
Coliche, gas e aria rappresentano un fenomeno dalle cause misteriose che portano il genitore ad assumere un atteggiamento molto ansioso, in quanto si tratterebbe di un momento che non può essere gestito razionalmente e soprattutto non possiede cause certe e identificabile.
In quel momento, il genitore si trova in uno stato di totale impotenza e ciò che gli rimane è la capacità di ascoltare il proprio piccolo, con il cuore e rassicurarlo con la voce dell’amore.
Il rapporto mamma-bambino, non è un rapporto fondato solamente sul dovere assistenziale ma è soprattutto una relazione fondata sull’amore, sul rispetto e la capacità di ascoltare il proprio piccolo, principalmente nei momenti di difficoltà e stress.
Il genitore di un bimbo che soffre di coliche, gas e aria ricerca nelle sedute di massaggio infantile, una cura immediata, che elimini questo disagio che destabilizza il genitore, in primis, e il proprio bambino. La società attuale ci abitua a ricercare soluzioni utili, immediate e soprattutto rapide, perché non possediamo “il tempo” di aspettare, di ascoltare altro che talvolta potrebbe essere migliore. Leggi tutto »
Pubblicato in data:
settembre 28, 2009
La classe di esercizi bioenergetici è uno strumento tipico della bioenergetica ed è un’attività per la prevenzione e la promozione della salute.
Le classi sono nate con la finalità di aiutare le persone ad entrare in contatto con le tensioni presenti nel loro corpo e liberarle, diventando consapevoli delle emozioni in esso trattenute. Leggi tutto »
Pubblicato in data:
agosto 30, 2009
I GRUPPI DI AUTO –MUTUO-AIUTO NELL’ELABORAZIONE DEL LUTTO PERINATALE
“Ti voglio fare un regalo….Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero.
Tu avrai , tu solo, delle stelle che sanno ridere! …
E quando ti consolerai (..) sarai contento di avermi conosciuto”
A. Saint Exupery, il Piccolo Principe
Perdere una persona cara è una delle esperienze più dolorose che ci si trova ad affrontare nella vita.
La paura della morte è una paura universale, talvolta si cerca di esorcizzarla non parlandone, avendo un atteggiamento di rifiuto, di silenzio o mancata partecipazione.
Nella cultura occidentale il concetto e il pensiero della morte vengono allontanati, come un momento che non fa parte della nostra vita e quando succede un evento luttuoso, non si è preparati ad affrontarlo, soprattutto se si perde un bambino in gravidanza, dopo il parto o nei primi mesi di vita.
E’ necessario passare attraverso tutti questi pensieri senza negare l’esistenza del nostro bambino o i nostri sentimenti.
L’elaborazione di un lutto è un processo lungo e articolato, ma spesso la realtà che ci circonda non ha la capacità di aspettare, mentre il rispetto di questi tempi è necessario e può prevenire futuri eventuali disagi psico-emotivi del “lutto complicato”. Leggi tutto »