Nutrire la mente per nutrire il corpo

Pubblicato in data: febbraio 5, 2010

Articolo di: Paola Paleari

Il Ministero della Salute in collaborazione con l’Unicef, la Regione Veneto e la Federazione Italiana Medici Pediatri (fimp) ha promosso una campagna per la promozione della salute nei primi anni di vita, coinvolgendo le famiglie in un progetto che ha preso il nome di Genitoripiù estendendolo poi in tutto il territorio nazionale.

Il Progetto ha come finalità la promozione di sette azioni di prevenzione dei maggiori rischi correlati ai primi anni di vita: [1]

  1. Assumere acido folico nel periodo prima e dopo il concepimento
  2. Non fumare durante la gravidanza e nei luoghi frequentati dai bambini.
  3. L’allattamento al seno esclusivo nei primi sei mesi di vita.
  4. La posizione supina nel sonno del primo anno di vita.
  5. L’uso di appropriati mezzi di protezione del bambino in automobile.
  6. Le vaccinazioni.
  7. La lettura ad alta voce ai bambini già dal primo anno di vita.

L’impegno nell’aiutare le mamme ed i papà ad essere consapevoli dell‘importanza della lettura ad alta voce, rappresenta una risorsa per una sana evoluzione del bambino; per una sua adeguata crescita emozionale e cognitiva; per il suo benessere psico-fisico.

Nel termine nutrire si integrino significati legati ai bisogni del corpo e a quelli della mente: alimentare, sostentare, provvedere, rifornire, favorire, promuovere, accrescere, arricchire, saziare, riempire, appagare, sostenere, sorreggere, mantenere, coltivare, educare, plasmare, modellare, serbare, custodire.[2]

Nella suo significato di nutrizione ci stia l’individuo nella sua interezza.

Il concetto del “nutrire” la mente per nutrire il corpo, poco assimilato nella nostra cultura, è importante poiché questa, fin dai primi giorni di vita, deve maturare e strutturarsi nelle sue varie componenti, consolidando la creatività, l’astrazione e la capacità a simbolizzare.

Compito della coppia genitoriale dovrebbe essere quella di fornire tutto il necessario per l’acquisizione degli strumenti di conoscenza che garantiscono al bambino (futuro adulto) di imparare a comprendere le relazioni, governarle, negoziarne i conflitti, condividere rapporti affettivi significativi.

Come l’allattamento al seno, la lettura ad alta voce avvicina il bambino all’adulto, che  condividono uno spazio e un tempo di relazione. In entrambe le situazioni, infatti la mamma nutre i bisogni di crescita del proprio bambino, in una cornice di intimità arricchente.

Il tema dell’allattamento al seno occupa uno spazio mentale intenso nella madre, che investe molto nella propria competenza nutrizionale: la capacità di sentirsi genitore “nutriente” rinforza il sentirsi un buon genitore.

Ben condotto, l’allattamento è un’ esperienza gratificante e totalizzante per il bambino: tutti i canali percettivi sono attivi e connessi con l’esperienza di soddisfacimento dei propri  bisogni, e di conseguenza contribuiscono a fare di questa esperienza il prototipo di qualsiasi relazione.

Il bambino sperimenta non solo l’appagamento della fame, ma, accolto tra le braccia della mamma, anche il piacere di essere contenuto in un caldo abbraccio che lo rassicura e lo protegge.

Questa esperienza può essere soddisfatta secondo modalità differenti, coinvolgendo anche la figura paterna e privilegiando il rapporto verbale ricorrendo alla risorsa del raccontare e del leggere a voce alta.

Il padre rappresenta nell’universo della famiglia il polo complementare ed opposto a quello della madre: è colui che induce il bambino ad uscire dallo stato di dipendenza passiva per assumere un atteggiamento autonomo e più attivo verso la propria vita.[3]

Nella narrazione e nella lettura ad alta voce il padre, che spesso ha un tempo limitato per condividere lo spazio gioco nella quotidianità, può trovare uno strumento efficace per stabilire una base per la crescita psicoaffettiva di entrambi.

Il bambino è attirato dalle parole del genitore, che lo accompagnano fin dalla vita intrauterina: richiamano la sua l’attenzione, lo aiutano a fissare il volto dell’adulto, a ricambiarne lo sguardo, permettendogli di consolidare i primi approcci di comunicazione, e accompagnandolo successivamente a tradurre l’esperienza concreta di osservazione e di esplorazione del mondo esterno [4].

Se il genitore riesce a coinvolgersi e immedesimarsi in prima persona nella storia, potrà trasmettere al bambino la possibilità di entrare in un mondo fantastico dove anche le emozioni hanno voce e trovano conforto nella relazione. “La voce che legge dà vita alla pagina, crea il miglior libro possibile, lo rende unico e lo consegna al bambino che ascolta perché possa essere trasformato in ricordo[5]

La lettura ad alta voce accompagna e aiuta il bambino a esplorare il mondo esterno; lo aiuta a dare un ordine all’esperienza, a dare un nome alle cose, a mettere assieme, classificare, dividere, archiviare, analizzare il vissuto. La voce del genitore diventa quindi la “mente sussidiaria”,un modello provvisorio nell’interpretazione della realtà, in attesa che la conquistata indipendenza gli permetta di pensare autonomamente e in libertà.

In poche parole la narrazione permette al bambino di decentrarsi dal sé, per entrare nel mondo dell’altro.

Nutrire la mente significa quindi offrire al bambino la possibilità di fare delle esperienze, degli investimenti affettivi, delle esplorazioni nel mondo delle relazioni e degli oggetti, permettere che quanto scoperto e sperimentato si organizzi in nuova conoscenza, in nuovi patterns comportamentali, consolidando modelli organizzativi di comprensione rispetto al mondo esterno.

Ellen Handler Spitz scrive:”Se chiudo gli occhi e mi concentro, sento la voce di mia madre quando ero piccola e ogni sera mi leggeva qualcosa prima di addormentarmi … Ricordo le cadenze, le inflessioni, il ritmo e la vivacità della sua speciale voce … Ben diversa dalla voce sbrigativa di tutti i giorni, questa aveva la capacità di trasportarmi in tempi e spazi lontanissimi … Ma soprattutto mi avviluppava in un’atmosfera fatta di intimità e calore”[6]


[1] http://www.genitoripiu.it/setteazioni.html

[2] Garzani, Dizionario della lingua italiana, 2010

[3] Vegetti Finzi S., Battistin A.M., A piccoli passi. La psicologia dei bambini dall’attesa ai cinque anni, Mondadori 1994

[4] Erickson MH. La mia voce ti accompagnerà. Astrolabio, 1982

[5] Valentino Merletti R. Leggere ad alta voce. Mondatori, 1996

[6] Spitz E.H., Libri con le figure, Mondadori 2001

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